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Anni di piombo: la mostra a Genova

Anche oggi ho approfittato della pausa pranzo per visitare una mostra: proprio dietro l’ufficio, nella Loggia degli Abati di Piazza Matteotti a Genova, ha appena aperto i battenti “Anni di piombo – La voce delle vittime – Per non dimenticare“.

Piazza Matteotti

Si tratta di una mostra itinerante dedicata alle vittime del terrorismo politico italiano dagli anni 70 ad oggi, promossa dalla AIVITER (Associazione Italiana Vittime del Terrorismo e dell’Eversione Contro l’Ordinamento Costituzionale dello Stato) ed allestita a Palazzo Ducale con il coordinamento dell’associazione culturale “Arte in Campo”.

Anni di piombo

La visita si snoda lungo un percorso volutamente caratterizzato dal colore nero, avvolto in buio che in pochi attimi ti fa sprofondare in un clima pesante, dal quale emergono, sapientemente illuminati da sciabolate di luce, 27 pannelli informativi. In questi riquadri si ricostruisce la storia degli episodi terroristici italiani degli anni 70-80-90. E’ un susseguirsi di stragi ed attentati, agguati ed esplosioni che hanno portato a contare più di 410 vittime e migliaia di feriti nei cosiddetti “Anni di piombo”.

Nella parte inferiore di ciascun poster scorre l’orizzonte temporale, a partire dal 1968: su questa linea, che lega tra di loro tutti i “capitoli” della mostra, si sovrappongono i principali eventi storici nazionali ed internazionali e la cronologia delle vittime del terrorismo. E si scopre (o meglio si ricorda) quanto siano a noi vicini, nel tempo e nello spazio, tanti di questi tragici episodi.

Manifesto Anni di Piombo

Il titolo della mostra cita anche le voci delle vittime: sono proprio le voci che, accompagnando il visitatore da una stanza all’altra, contribuiscono a creare un’atmosfera davvero coinvolgente, che a tratti ti annichilisce di fronte a tanta brutalità. Si tratta di brevi frasi, riflessioni o descrizioni… quasi delle istantanee, dei ricordi marchiati a fuoco nelle memorie delle vittime (le vedove, gli orfani, gli amici degli assassinati) che sapientemente recitate si sovrappongono alla lettura dei pannelli e talvolta alla proiezione di filmati e fotografie.

Aforisma di Giovenale

Vi avverto subito: visitare questa mostra è un pugno nello stomaco, e di quelli tosti. Il consiglio è di arrivare preparati, magari avendo già consultato l’interessante catalogo (scaricabile qui dal sito dell’AIVITER – 37Mb circa), che riproduce fedelmente i pannelli informativi. Il catalogo contiene anche la presentazione delle autorità politiche locali, del presidente della Fondazione Cultura Palazzo Ducale e del presidente AVITER, oltre ad una ricca bibliografia e sitografia, che per comodità riporto qui di seguito:

Sitografia mostra Anni di Piombo

Quando uscirete dalla mostra, ed i vostri occhi si dovranno improvvisamente riabituare alla luce… vi sentirete fortunati e vi auguro che, come è successo a me, vi renderete conto che quel pugno è servito: a non dimenticare.

 

La mostra, ad ingresso libero, resterà aperta dal 21 aprile al 10 maggio 2009 con i seguenti orari:

  • martedì – venerdì: dalle 9 alle 14
  • sabato e domenica: dalle 9 alle 18
  • lunedì: chiuso
 
 

4 replies


  1. la visiterei volentieri, ma il tempo scarseggia..
    Consiglio anche la lettura di “spingendo la notte più in la” di Mario Calabresi


  2. Ti consiglio di dare comunque un’occhiata al PDF: manca l’ambientazione suggestiva, ma i contenuti ci sono tutti.
    Grazie per la segnalazione del libro di Calabresi, il quale, tra l’altro, proprio nei giorni scorsi è stato nominato direttore del quotidiano La Stampa.


  3. Ottima manifestazione,,,sono uscito con le lacrime agli occhi,,,ricordo tutti quei momenti di quei terribili anni,tanto e’ vero che ho creato su facebook un gruppo in onore della scorta dell’On.Moro,,,da un po’ di tempo,sono 20 iscritti ma mi fa’ piacere lo stesso,unica cosa che ho notato,l’attentato al Giudice Vittorio Occorsio,,,forse foto troppo forti !!!! la ricordate la Fiat 125?con il capo riverso???,cruda tanto quella di Guido Rossa,,Comunque bravi,,BRAVI veramente con tutto cuore per far vedere in quegli anni come io bambino di 12 anni nel 1978 mi ricordo perfettamente filo per segno QUEL SANGUE!!!!!


  4. Mia figlia di 14 anni ha voluto vederla e commentarla insieme a me. I ragazzi devono conoscere cosa è successo. Portatela anche nelle scuole, è troppo importante, se vogliamo capire la storia ma, soprattutto, continuare a ricordare chi non c’è più. Grazie. Maria Rosella

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