Chiara come l’acqua

Qualche sera fa ho scoperto, grazie a Pandemia, questa simpaticissima “intervista doppia” (stile Iene) tra una goccia di acqua libera ed una di acqua venduta:


clicca qui se non visualizzi il video

Per l’ennesimo caso di quelle coincidenze che mi convincono del fatto che la vita sia una rete, ieri sera, su un autobus della linea 35 di Genova, ho visto questa campagna pubblicitaria: “La differenza è chiara come l’acqua

La differenza è chiara come l </p>
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2 replies


  1. Ciao Marco,

    mi ha fatto molto piacere leggere questo tuo post. Da 8 mesi circa a casa bevo acqua del rubinetto e sono entusiasta di questa scelta. E nonostante le orgogliose origini liguri la questione economica è solo l’ultimo dei razionali.

    L’acqua è un bene primario, vale a dire di tutti, non è un “prodotto”.

    C’e’ in ballo una campagna per vietare la pubbilcità delle acque minerali perchè fanno concorrenza a quella “di tutti”, cosi’ come il latte in polvere non è stato mai pubblicizzato perchè in concorrenza con il latte materno.

    A tal proposito segnalo il sito http://www.imbrocchiamola.org/ che fa informazione a riguardo.

    Per quanto riguarda invece le questioni più pratiche del consumo, ci sono due workaround facili per migliorare in maniera non invasiva l’acqua che sgorga dal rubinetto.

    1. cloro: messo in una brocca a temperatura ambiente evapora dopo una 20ina di minuti

    2. calcare (molto piu’ pericoloso per le tubazioni più che per gli umani): lasciando la brocca in frigorifero precipita e si sedimenta sul fondo.

    Inchieste di altroconsumo a riguardo non consigliano l’utilizzo dei filtri “addolcenti” in quanto spesso sono un brulicare di batteri e privano l’acqua di molti saliminerali utili all’organismo.

    http://www.altroconsumo.it/ambiente/acqua/tutto-sull-acqua-potabile-s120273.htm


  2. Molto interessante, grazie Gio’.

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